Sostenibilità

Modulo 1 – Promuovere l’accettazione del turismo: come avviare un progetto con una strategia chiara?

Il Toolbox per l'accettazione del turismo offre agli operatori turistici un supporto pratico nell'affrontare le sfide che si presentano nell'interazione tra popolazione, ospiti e turismo. Sensibilizza i diversi gruppi di interesse al turismo, rafforza l'accettazione del turismo a lungo termine e mostra come condurre un dialogo costruttivo. In diversi moduli, il toolbox mette a disposizione metodi, strumenti di comunicazione, esempi di buone pratiche e strumenti di attuazione. I sommari sono orientati all'applicazione, flessibili e adatti sia alla prevenzione che alla gestione di tensioni o conflitti esistenti.

Questo modulo si concentra sull'approccio strategico all'accettazione del turismo.

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Il turismo in Svizzera continua a godere di ottima reputazione, come confermano in modo inequivocabile i sondaggi rappresentativi sull’accettazione del turismo. La maggioranza della popolazione ha un atteggiamento positivo nei confronti del settore e ne riconosce il valore economico, sociale e culturale. Tuttavia, sotto la superficie emergono anche temi delicati che sono spesso oggetto di discussione: aumento degli affitti e scarsità di alloggi, aumento del traffico, impatto sulla natura e sull’ambiente. Il più delle volte, queste sfide non sono isolate, ma strettamente interconnesse. Ciò rende più evidenti i conflitti di obiettivi, come la crescita contrapposta alla qualità della vita, l’innovazione contrapposta all’autenticità o l’attenzione agli ospiti contrapposta alle esigenze della popolazione locale. Ed è proprio qui che si trova la chiave e la responsabilità dell’intera questione: chi vuole rendere il turismo sostenibile deve comprendere queste interazioni, dare loro un nome e affrontarle attivamente.

Si tratta di reagire non solo quando il conflitto è già sui giornali, ascoltando e osservando tempestivamente le questioni rilevanti per integrarle in una strategia globale insieme a tutte le parti interessate. Solo se teniamo conto delle esigenze della popolazione, delle prospettive dell’economia e degli investitori, nonché delle richieste degli ospiti, e le integriamo con la politica e l’Amministrazione, possiamo ottenere un quadro completo. Questo quadro viene integrato dai risultati della ricerca e della scienza e costituisce la base per soluzioni sostenibili e orientate al futuro.

«
Eine erfolgreiche und nachhaltige touristische Entwicklung kann nur im Einklang mit der Lebensqualität der Bevölkerung sowie im Einklang mit den regionalen Werten funktionieren. Für unsere Tourismusstrategie 2025+ haben wir deshalb einen breit abgestützten Strategieprozess durchlaufen, bei dem zahlreiche Akteur:innen aus der Region beteiligt waren, um eine gemeinsame Vision zu entwickeln.
»

Patrick Bauer, Leiter Destinationsentwicklung & Nachhaltigkeit | Gstaad Saanenland Tourismus

Esempi di buone pratiche

Nel primo modulo mostriamo come questo approccio possa avere successo sulla base di tre esempi pratici incoraggianti provenienti da Zurigo, Copenaghen e Gstaad. Questi possono essere adattati e applicati a qualsiasi destinazione, indipendentemente dalle dimensioni e dalle risorse disponibili:

  • Zurigo dimostra con uno studio su larga scala come l’ascolto attento possa diventare una bussola strategica per i prossimi anni.

  • Copenaghen concepisce il turismo come «all inclusive»: non come un servizio per gli ospiti, ma come parte integrante della vita sociale.

  • Gstaad dimostra come un’intera destinazione possa plasmare insieme il proprio futuro turistico, coinvolgendo fin dall’inizio i più svariati gruppi di interesse.

Questi esempi dimostrano che il turismo sostenibile non è frutto del caso. Nasce quando abbiamo il coraggio di vedere correlazioni complesse, porre domande scomode e trovare insieme risposte coraggiose.

Zurigo: prendere sul serio tutti gli argomenti e le preoccupazioni

Centro storico di Zurigo con la Limmat e il Grossmünster
Zurigo © Zurigo Turismo

Con lo studio su larga scala «Ripensare il turismo», Zurigo Turismo ha dimostrato il coraggio di ascoltare davvero. Invece di basarsi solo su indicatori economici, sono stati rilevati in modo mirato anche le preoccupazioni, i desideri e le percezioni della popolazione e degli esperti dell’Amministrazione, dell’economia e del turismo, svolgendo 57 interviste approfondite a circa 500 residenti della città di Zurigo. Dal 2022 questo sondaggio tra la popolazione viene condotto ogni anno.

L’attenzione non si è concentrata solo sui vantaggi del turismo, ma anche sui cambiamenti che esso comporta, sia positivi che negativi. Argomenti come la qualità della vita, gli alloggi, i trasporti o i cambiamenti culturali non sono stati tralasciati, bensì affrontati in modo mirato.

I risultati sono confluiti nella Strategia 2030 di Zurigo Turismo e fungono da bussola per l’ulteriore sviluppo della destinazione. L’insegnamento chiave: un turismo sostenibile inizia con un ascolto autentico.

Lo studio «Ripensare il turismo» è molto più di una classica analisi: è una camera di risonanza sociale in cui il turismo non è considerato solo un settore economico, bensì parte integrante della vita quotidiana e dello spazio vitale.

Zurigo ha quindi consapevolmente fatto un passo indietro per poter fare un passo avanti: invece di proporre subito delle soluzioni, ha prima creato spazio per domande, dubbi e nuove prospettive. Il turismo non è stato difeso, ma esaminato apertamente: un cambio di prospettiva che rafforza la fiducia.

E soprattutto in un momento in cui i conflitti legati all’utilizzo turistico diventano più evidenti, questo esempio mostra quanto sia importante non giudicare gli argomenti, ma prenderli sul serio e considerarli come un’opportunità per cambiare insieme.

Il turismo trasforma i luoghi, plasma gli stati d’animo e influenza la vita quotidiana delle persone. Ciò che ha fatto Zurigo può essere vantaggioso anche per altre destinazioni, indipendentemente dal budget: prima di pianificare misure o scrivere strategie, è necessario ascoltare con sincerità.

L’esperienza dimostra che se la popolazione non viene coinvolta, sussiste il rischio di incertezze, tensioni o resistenze, anche nel caso di progetti ben intenzionati. Chi invece chiede apertamente fin dall’inizio: «Cosa vi preoccupa?», getta le basi per soluzioni sostenibili.

E non bisogna necessariamente svolgere studi su larga scala come quello condotto a Zurigo: a volte bastano sondaggi o colloqui di minor portata. Anche campioni più piccoli possono fornire indicazioni preziose: ciò che conta è la predisposizione all’ascolto e il coinvolgimento di tutte le voci importanti nello sviluppo della strategia, non la portata dello studio.

Che si tratti di una grande città, di un villaggio alpino o di una regione lacustre, trattare con rispetto le preoccupazioni, le idee e le critiche non solo rafforza la fiducia, ma contribuisce anche ad aumentare efficacemente l’accettazione del turismo.

Zürich Tourismus
Marc Scheurer, Leiter Destinationsentwicklung
Gessnerallee 3, CH-8001 Zürich
+41 44 215 40 36
marc.scheurer@zuerich.com

Maggiori informazioni su Visitor Economy

L’obiettivo è quello di ottenere un quadro completo: come viene vissuto il turismo nella regione dalla popolazione locale, dagli ospiti, dal mondo politico ed economico e dagli investitori? Quali opportunità vedono e quali sfide? Le conoscenze acquisite fungono da base per decisioni strategiche e una comunicazione credibile. Lo sviluppo di una tale strategia può essere supportato anche dagli esperti di sostenibilità della rete FST.

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Fase

Cosa fare

Consigli da Zurigo

1. Organizzare l’ascolto

Realizzazione di interviste, formati di dialogo (vedi modulo 3 del toolbox) o sondaggi online aperti con diversi gruppi di interesse (ad es. popolazione, commercio, utenti del tempo libero, ospiti).

La diversità conta: Zurigo ha volutamente raccolto punti di vista eterogenei, creando così profondità.

2. Pianificare la spedizione e gli incentivi

Valutare come rendere il sondaggio accessibile ai gruppi target e quali incentivi promuovono la partecipazione. Possibili modalità: invio di e-mail, invio postale, codici QR nei bollettini comunali o appelli sui social media o contatto diretto tramite organizzazioni locali. Gli incentivi possono includere, ad esempio, concorsi a premi, piccoli buoni o materiale informativo esclusivo per aumentare il tasso di partecipazione.

Un linguaggio semplice, testi introduttivi chiari e condizioni di partecipazione trasparenti aumentano il tasso di risposta. Piccoli premi o estrazioni a sorte stimolano la motivazione senza distorcere i risultati.

3. Valutare e raggruppare

Riassumere i risultati qualitativi e quantitativi, non solo in base ai fatti, ma anche agli stati d’animo, alle preoccupazioni e alle aspettative.

Rendere visibili anche «argomenti soft» come l’identità, l’orgoglio o il sovraccarico.

4. Rendere visibili ed esaminare i risultati

Comunicare apertamente i risultati: nel bollettino comunale, in un forum pubblico o attraverso una piccola mostra. Importante: consentire domande di chiarimento.

  • Breve relazione (1-2 pagine) con i risultati principali per il grande pubblico.

  • Briefing specialistico per politici e organi competenti con raccomandazioni operative.

  • Evento di dialogo (Townhall / World-Café) per discutere i temi prioritari.

  • Comunicazione di follow-up: FAQ, matrice delle misure («Quali sono i prossimi passi?»), sintesi sui social media.

Zurigo ha integrato i risultati in un congresso cittadino, dando vita a una vera e propria evoluzione.

Fattori di successo nell’applicazione

  • Non solo parlare degli ospiti, ma con tutte le parti interessate

  • Lasciare spazio alle voci critiche senza giustificarsi

  • Non limitarsi a raccogliere opinioni, ma pensare oltre: qual è il significato concreto per la strategia, la comunicazione e i prodotti?

Copenaghen: pensare al turismo in modo olistico secondo l’approccio «all inclusive»

Copenaghen © Nick Karvounis

Con la strategia «Copenhagen, All Inclusive» (2024-2030), Wonderful Copenhagen, l’organizzazione turistica della città, persegue un approccio innovativo e globale: il turismo è inteso come un sistema sociale globale che influisce profondamente sulla vita della città, con opportunità e sfide. Il turismo viene quindi utilizzato come leva per la protezione del clima, la giustizia sociale, l’incontro interculturale, la qualità della vita urbana, la promozione dell’innovazione e lo sviluppo regionale.

A tal fine è stata sviluppata una «bussola del turismo» che tiene conto di sei aree di impatto centrali, dalla formazione alla salute, dallo sviluppo urbano all’ambiente. Tutti i campi d’azione sono considerati in modo interconnesso, al fine di consentire soluzioni non solo mirate, ma anche interconnesse. In questo senso è utile il quadro organizzativo di Wonderful Copenhagen: la fondazione è strettamente interconnessa con le organizzazioni locali e le istituzioni pubbliche e può quindi avvalersi della propria rete in modo mirato.

L’insegnamento chiave: il turismo non è un tema isolato, ma un fenomeno complesso e interconnesso, che richiede risposte olistiche e il coinvolgimento di tutti gli attori.

Il termine «all inclusive» viene reinterpretato consapevolmente a Copenaghen: non si tratta di comodità per i viaggiatori, ma di un coinvolgimento responsabile da tutte le prospettive. La strategia non vede il turismo come un mondo parallelo, ma come parte integrante della vita urbana quotidiana, con ripercussioni sui trasporti, sugli alloggi, sul lavoro, sull’ambiente, sulla giustizia sociale e sulla convivenza culturale.

Questo approccio consente di individuare tempestivamente i punti di tensione, ad esempio tra l’aumento del numero di ospiti e lo stress da densità, e di coordinare le misure da adottare. L’aumento dell’accettazione non è quindi inteso come una semplice campagna, ma come un compito culturale.

Anche in Svizzera il turismo è sempre più considerato parte integrante di contesti di vita complessi. Ciò vale sia per le grandi città che per le piccole regioni montane e lacustri, ovunque visitatori e residenti condividano lo stesso spazio. I confini tra ospiti e residenti, tempo libero e vita quotidiana, spazio vitale e spazio esperienziale diventano sempre più sfumati, soprattutto nei luoghi più frequentati e nelle regioni densamente popolate.

Copenaghen dimostra come un quadro strategico possa aiutare a trattare il turismo non come un argomento isolato, ma come un tema sistemico. Chi conosce le interazioni, ad esempio tra il numero di visitatori e il fabbisogno di alloggi, il traffico o i livelli dei prezzi, può gestire la situazione in modo più sostenibile. Non è necessario un grande dipartimento strategico: anche semplici panoramiche, dialoghi locali e scambi regolari con i Comuni, le imprese e la popolazione possono aiutare a rendere visibili tali correlazioni. Proprio le destinazioni svizzere più piccole, le cui DMO sono strettamente legate ai Comuni e alla politica, dispongono – analogamente a Wonderful Copenhagen – di percorsi brevi e responsabilità chiare. Ciò facilita un approccio olistico e la convergenza tempestiva di interessi diversi.

La bussola turistica di Copenaghen non è un modello rigido, bensì uno strumento di riflessione trasferibile e adattabile anche alle destinazioni svizzere. Molte regioni possono iniziare con un ventaglio di argomenti limitato e semplificato – ad esempio mobilità, natura, alloggi e qualità della vita – e ampliarlo in seguito, se necessario.

Wonderful Copenhagen
Catharina Cecilie Aas, Head of Sustainability
woco@woco.dk
+45 23 38 30 54

Maggiori informazioni su Copenhagen, All inclusive

Non considerare il turismo come un fenomeno a sé stante, bensì come parte integrante del contesto sociale: in che modo lo sviluppo turistico influenza gli alloggi, i trasporti, l’ambiente, la convivenza o il lavoro? L’obiettivo è quello di instaurare una visione olistica e, in questo modo, rendere visibili correlazioni sorprendenti e trovare soluzioni migliori.

Istruzioni per il download

Fase

Cosa fare

Consigli da Copenaghen

1. Definire le categorie

Identificate 4-6 aree tematiche rilevanti per la vostra regione (ad es. mobilità, qualità della vita, ambiente, integrazione sociale, economia, pianificazione territoriale).

Organizzate un breve workshop con rappresentanti del settore turistico, del Comune, dell’economia e della popolazione per definire insieme i temi da trattare. Copenaghen utilizza consapevolmente categorie interdisciplinari, non puramente turistiche.

2. Rendere visibili i collegamenti trasversali

Create correlazioni: in che modo, ad esempio, la gestione dei flussi turistici influisce sullo spazio abitativo? In che modo i picchi stagionali sono correlati alle condizioni di lavoro?

Elaborate insieme le correlazioni in un workshop utilizzando strumenti visivi, come ad esempio una lavagna (digitale) per la mappatura.

3. Porre domande sull’efficacia

Formulare 1-2 domande guida per ogni campo, ad esempio: «In che modo la nostra offerta turistica influenza l’andamento dei prezzi nella località?» o «Quanti incontri culturali si verificano realmente?».

Le domande guida danno profondità. Integrate le domande con idee di misurazione o punti di osservazione, ad esempio fonti di dati (sondaggi tra gli ospiti) o osservazioni qualitative (conversazioni, focus group).

4. Concordare strategie o misure

Non pianificate misure isolate, ma date la priorità a soluzioni interconnesse, che siano efficaci in settori diversi.

Istituite un piccolo team di coordinamento (ad es. turismo, pianificazione territoriale, sostenibilità) che verifichi le sinergie. Esempio: strategia dei trasporti pubblici che rafforza allo stesso tempo la gestione dei flussi turistici, la protezione del clima e la qualità della vita locale.

5. Documentare e comunicare i risultati

Rendete visibili le correlazioni individuate, ad esempio in una breve relazione, in un’infografica o facendole confluire nei processi strategici.

I risultati possono anche essere presentati pubblicamente: ciò crea trasparenza e invita alla partecipazione.

Fattori di successo nell’applicazione

  • Promuovere il pensiero sistemico, non limitarsi a combattere i sintomi

  • Integrare una varietà di prospettive: popolazione, organi specializzati, economia

  • Rendere visibile l’effetto: utilizzare indicatori qualitativi e quantitativi

  • Consentire adeguamenti: la bussola può crescere e apprendere man mano

Gstaad: coinvolgere gli attori rilevanti nel processo strategico

Con la sua nuova strategia turistica 2025+, Gstaad ha attraversato un processo strategico ampiamente sostenuto che ha coinvolto numerosi attori della regione, dall’agricoltura al settore alberghiero, dal commercio agli investitori, fino alle associazioni locali e ai Comuni. L’obiettivo non era solo quello di elaborare una visione per lo sviluppo turistico, ma anche di formulare misure concrete in armonia con la qualità della vita della popolazione e i valori regionali.

Particolarmente degno di nota: a Gstaad le questioni relative allo sviluppo, i conflitti di utilizzo e il potenziale turistico non sono stati considerati separatamente, ma come parte di uno spazio vitale integrato. La protezione della cultura alpina, il coinvolgimento della popolazione e il focus sulle esperienze sostenibili sono il filo conduttore della strategia.

Gstaad mostra in modo esemplare come le decisioni strategiche abbiano successo quando il turismo è concepito come parte di uno spazio vitale comune e non come un sistema a sé stante. Invece di considerare solo le prospettive interne al turismo, Gstaad ha coinvolto fin dall’inizio le voci più disparate della destinazione: popolazione, agricoltura, politica, commercio, investitori e molte altre.

Il risultato è una strategia basata sull’identità regionale, sul rispetto reciproco e sulla qualità della vita a lungo termine, non sulla massimizzazione dei profitti a breve termine. Allo stesso tempo, il turismo non viene svalutato, ma inteso come motore dello sviluppo regionale che può essere plasmato a livello di comunità.

È quindi evidente che un ampio coinvolgimento non è solo democratico, ma anche strategicamente intelligente. Conferisce rilevanza, accettazione e impegno nei confronti del processo.

Molte località turistiche – grandi o piccole che siano, soprattutto nella regione alpina – vivono un conflitto di obiettivi tra creazione di valore, ospitalità e qualità della vita. Gstaad dimostra che è possibile non solo attenuare queste tensioni, ma anche trasformarle in energia costruttiva, se tutti hanno voce in capitolo.

L’esempio di Gstaad è particolarmente trasferibile perché:

  • la popolazione non è stata solo informata, ma anche coinvolta in modo serio

  • il dialogo è stato istituzionalizzato attraverso il consiglio di destinazione

  • il processo strategico non era un concetto già pronto, ma uno spazio di riflessione

Gstaad offre così un ottimo esempio per le destinazioni che intendono la strategia turistica come un progetto comune e vedono l’accettazione del turismo come un pensiero lungimirante. Che si tratti di una piccola destinazione o di una grande città, i principi fondamentali – dialogo aperto, responsabilità condivisa e coinvolgimento continuo – possono essere applicati a qualsiasi dimensione.

Gstaad Saanenland Tourismus
Patrick Bauer, Leiter Destinationsentwicklung & Nachhaltigkeit
patrick.bauer@gstaad.ch
+41 33 748 81 65

Maggiori informazioni su Tourismusstrategie Gstaad

Una strategia che non solo sembra valida sulla carta, ma che è anche sostenuta dalla regione: pensata, discussa e plasmata insieme. L’obiettivo è quello di considerare il turismo come parte integrante dello spazio vitale, conciliando così nel lungo periodo accettazione, qualità della vita e creazione di valore.

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Fase

Cosa fare

Consigli da Gstaad

1. Identificare i gruppi rilevanti

Chi caratterizza lo spazio vitale? Aziende turistiche, agricoltura, Comuni, associazioni, cultura, seconde case, giovani, ecc.

Gstaad ha invitato consapevolmente anche figure «non turistiche». Qui è possibile disegnare una semplice mappa degli stakeholder con cerchi (ad es. in base all’influenza, all’interesse o alla vicinanza al turismo). In questo modo diventano visibili le lacune.

2. Sviluppare un formato per la partecipazione

Audizioni regionali, workshop, partecipazione online o eventi di dialogo, a seconda delle risorse e delle dimensioni

Importante: creare una partecipazione non solo simbolica, ma con un impatto reale. Tali formati di partecipazione possono anche essere accompagnati in modo mirato da moderatori neutrali, ad esempio da uno degli esperti di sostenibilità della rete FST.

3. Elaborare obiettivi congiunti

Dove vogliamo arrivare? Quali valori e quale qualità di vita deve garantire il turismo? Quali sono i temi delicati? Quali sono le tensioni turistiche che preoccupano la nostra popolazione?

Gstaad lavora con linee guida basate sulle identità regionali.

4. Valutare l’istituzionalizzazione

Esiste un comitato o un gruppo di lavoro che segue il processo a lungo termine?

Gstaad ha creato un formato per il dialogo con il Consiglio delle destinazioni.

5. Fattori di successo

  • Non pensare per la regione, ma con essa

  • Consentire la diversità, non ascoltare solo le voci più forti

  • Rendere visibili i valori, non limitarsi a seguire i numeri

  • Strutturare la partecipazione – non lasciarla al caso

Suggerimenti

  • extension

    Coinvolgere tempestivamente gli stakeholder

    Tenere conto di tutti gli attori rilevanti – popolazione, imprese, politica e investitori – e coinvolgerli attivamente fin dall’inizio nello sviluppo della strategia, al fine di garantire una pluralità di prospettive e l’accettazione.

  • handshake

    Promuovere in modo mirato le cooperazioni

    Rafforzare la creazione di reti tra DMO, aziende e istituzioni per sfruttare le sinergie ed evitare il doppio lavoro.

  • assessment

    Basarsi sui fatti

    Utilizzare analisi, sondaggi, dati di mercato e statistiche sui visitatori e integrarli con prospettive qualitative per prendere decisioni fondate e sostenere oggettivamente il processo strategico.

  • auto_stories

    Sviluppare una visione e valori comuni

    Definire linee direttive chiare, obiettivi strategici e valori condivisi da tutti i partner, che servano da orientamento per le decisioni.

  • center_focus_strong

    Stabilire chiaramente le priorità

    Definire le priorità in modo che le risorse siano utilizzate in modo mirato e gli obiettivi strategici rimangano raggiungibili.

  • public

    Integrare la sostenibilità

    Tenere conto degli aspetti ecologici, sociali ed economici già in fase di pianificazione per garantire la sostenibilità a lungo termine.

  • change_circle

    Progettare la strategia in modo iterativo

    Rivedere regolarmente le misure strategiche e adattarle ai nuovi sviluppi, alle tendenze o alle conoscenze acquisite, al fine di garantire flessibilità e sostenibilità futura

  • chat_bubble_outline

    Comunicazione trasparente

    Comunicare apertamente i risultati, le fasi intermedie e i processi decisionali per creare fiducia e informare costantemente le parti coinvolte.

Ostacoli

  • extension

    «Un argomento alla volta, per favore.»

    Considerare gli argomenti singolarmente, senza riconoscerne le interazioni (ad es. spazio abitativo, mobilità, qualità della vita), aiuta a combattere i sintomi, ma non a trovare soluzioni sostenibili.

  • diversity_1

    «Chiederemo a qualcuno più tardi.»

    La partecipazione come passo successivo non è credibile. Chi coinvolge le persone sin dall’inizio crea una vera corresponsabilità.

  • zoom_out_map

    «Non abbiamo bisogno di punti di vista esterni.»

    Ignorare la scienza, la ricerca o gli esempi di altre destinazioni significa perdere spunti preziosi: Zurigo, Gstaad e Copenaghen dimostrano quanto possa essere preziosa l’esperienza esterna.

  • sensor_door

    «Evitare argomenti scomodi.»

    Chi evita conflitti o questioni delicate (ad es. traffico, alloggi, sovraffollamento turistico) perde credibilità. Un approccio aperto crea fiducia e soluzioni reali.

  • theater_comedy

    «Evitare argomenti scomodi.»

    Chi evita conflitti o questioni delicate (ad es. traffico, alloggi, sovraffollamento turistico) perde credibilità. Un approccio aperto crea fiducia e soluzioni reali.

  • sports_score

    «Ora la strategia è pronta – finalmente un po' di tranquillità!»

    Considerare la strategia come un punto di arrivo anziché come un punto di partenza per lo sviluppo continuo impedisce il dinamismo e allontana le persone lungo il percorso.

Panoramica dei moduli

  • volunteer_activism

    Modul 2 – Übersicht gewinnen: Wie identifiziere ich Herausforderungen meiner Destination?

    Al modulo

  • handshake

    Modul 3 – Stakeholdermanagement gestalten: Wie binde ich die wichtigsten Ansprechgruppen aktiv ein?

    Al modulo

  • interests

    Modul 4 – Tourismusnutzen steigern: Wie erhöhe ich den Mehrwert für alle Ansprechgruppen?

    Al modulo

  • groups

    Modul 5 – Gästebeteiligung stärken: Wie mache ich Gäste zu Mitgestaltenden?

    Al modulo

  • search

    Modul 6 – Kommunikation meistern: Wie gehe ich sicher mit klassischen Medien, Social Media und Politik um?

    Al modulo

  • visibility

    Ausblick

    Al modulo

I sommari del Toolbox saranno elaborati e pubblicati progressivamente fino alla primavera del 2026.

Foto ritratto di Romy Bacher

Il suo contatto

Romy Bacher

Responsabile della sostenibilità

+41 31 307 47 58 romy.bacher@stv-fst.ch

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